Una delle professioni più ambite in questi è anni è quella del fotografo. Quando le cose sono così tanto ambite è possibile che ci sia anche un po’ di confusione su quello che realmente è e fa un fotografo. Confesso che anche a me, quando da ragazzino ho iniziato a mettere le dita su una macchina fotografica è sembrato che questa fosse una professione bellissima e con un solo lato della medaglia, salvo poi scoprire che non c’è solo il bello di scattare le fotografie all’aria aperta in una bella giornata di sole ma c’è molto lavoro dietro. Naturalmente i tempi sono cambiati e in quel tempo il rovescio della medaglia erano le tante ore passate in camera oscura, prima per imparare a stampare poi per stampare realmente. Oggi questo lavoro viene avvolto da un aura di fascino quasi magico ma all’epoca era vissuto come un dovere, non solo un piacere, poichè non c’era solo il tempo per stamapre le foto che piacevano e poterci lavorare con calma fino a “tirar fuori” quello che si aveva in mente. La maggior parte del tempo lo si passava a stampare le foto che “servivano” e quindi, nulla di artistico o magico ma velocità e qualità subito! Riportato ai giorni nostri oserei dire che il fascino di fare il fotografo deriva dal fatto che quando lo si vede è perchè sta facendo delle foto in contesti che sembrano divertenti, appaganti. Quello che non si vede sono le ore che il fotografo sta chiuso in studio davanti ad un monitor a fare ciò che un tempo faceva in camera oscura. Mi è capitato di parlare con alcuni ragazzi che per stage o corsi sono stati un po’ di tempo in studio con me e quando gli chiedevo se gli piacesse bilanciare il bianco, tarare i colori o sistemare i livelli molto spesso mi sono sentito rispondere di no, che non è la cosa che gli piace… eppure questo è il lavoro che facciamo per la stra-grande maggiornaza del tempo. Tant’è che a volte mi sono anche chiesto: perchè i fotografi non esitano a spendere migliaia di euro per corpi macchine e obbiettivi e quando c’è da comprare un computer o un software fanno tante storie? In fondo usano più il computer che la macchina fotografica… ma questo aprirebbe ad altri discorsi che mi farebbero divagare. Quello che in questo articolo vorrei indicare a tutti gli aspiranti fotografi è che è bene studiare la propria macchina fotografica e imparare a scattare le foto, a questo proposito consiglio di studiare molto i libri dei fotografi che hanno fatto e stanno facendo la storia della fotografia, ma non dimenticate che per essere un fotografo professionista, siete costretti a consegnare delle immagini curate sotto tutti gli aspetti, anche quelli di taratura e calibrazione, quindi fatevi piacere il computer, fatelo diventare un vostro amico e alleato così potrete fare grandi cose.

Glauco Comoretto – Fotografo

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