Buongiorno a tutti,

Un breve post per segnalarvi che il 12 e 13 febbraio sarà nostro ospite Edoardo Agresti, ritengo non abbia bisogno di presentazioni, ma in tutti i casi trovate molte informazioni su di lui su www.edoardoagresti.it

Il workshop si terrà presso il nostro studio di Udine in viale della vittoria 3/b. Rimangono ancora solo 4 posti disponibili. Per info e costi scrivete a: daniele@emotionlabstudio.com oppure contattateci telefonicamente al 3469640937.

Terrà nel nostro studio un Workshop sulla fotografia di Reportage. Di seguito il programma dettagliato:

l workshop si articola in due giorni durante i quali si approfondiranno molti aspetti legati alla fotografia di reportage. Nella prima parte si partirà dalla ‘nascita’ della fotografia toccando quelli che sono stati i punti cardine che hanno contribuito a farne la storia. Molti saranno i fotografi di cui studieremo il loro modo di scattare e la loro filosofia di lavoro. Ognuno di loro sarà uno spunto per discutere di tecnica e di approccio al reportage. Aneddoti, episodi, storie, biografie saranno un modo per immergersi in questo mondo cercando così di comprendere meglio quello che sta dietro a uno scatto, a uno stile, a un modo di approcciarsi con il soggetto.

La seconda parte del workshop verterà invece sulla fotografia di Edoardo Agresti. Vedremo e commenteremo tutta una serie di suoi scatti dal reportage di viaggio a quello di matrimonio. Seguiranno suggerimenti e consigli pratici su come muoversi in vari situazioni.

Vedremo un video sul lavoro di un importante fotografo nazionale e discuteremo su alcuni punti tratti dal video stesso. Numerosa e importante la bibliografia consigliata.

Agresti scrive: ‘Il reportage fotografico è un modo espressivo che si basa sul cogliere situazioni, eventi, episodi, fatti nell’attimo stesso in cui accadono senza che questi siano alterati o modificati dal fotografo stesso. Fotografare ciò che viene ‘costruito’, organizzato, programmato forse con l’eccezione del ritratto, non lo considero reportage, ma fiction’. Per questo motivo durante i workshop di Edoardo Agresti non si scatta in quanto non si farebbe del reportage ma solo un inutile esercizio di stile.

L’obbiettivo del workshop è quello di infondere una nuova forza creativa al proprio modo di scattare. La fotografia non ha bisogno di ‘scattini’ ma di amanti.

Il corso si conclude con la lettura del portfolio dei partecipanti. Si richiede una selezione di un massimo di 10-15 foto. Non è obbligatorio sottoporsi a tale ‘lettura’.

IL PORTFOLIO secondo E. Agresti
Cosa s’intende per Portfolio non è così chiaro e soprattutto i fotografi stessi ne hanno un concetto piuttosto vago. Quando conduco dei worskhop in genere al termine chiedo a chi lo desidera se vuole mostrarmi dei suoi lavori. Questo momento si chiama appunto: lettura del Portfolio.

Spesso mi vengono sottoposti a lettura una miscellanea di scatti senza un benché minimo senso logico. Si mescolano foto fatte in vacanza con la famiglia a quelle di matrimonio a magari un progetto del quale però si vede una sola foto messa lì soltanto perché era ‘bella’. Credo invece sia importante avere un’idea precisa di quello che s’intende per Portfolio.

Facendo una ricerca in internet si trovano diverse definizioni e quelle che più condivido sono state enunciate da alcuni docenti DAC della FIAF che riporto più avanti.

Personalmente ritengo che il Portfolio sia una raccolta omogenea di un numero limitato d’immagini che, nella presentazione di una idea creativa, identifichi lo stile, la sensibilità e il modus operandi di un fotografo. L’omogeneità oltre che stilistica dovrebbe essere anche visiva. La successione delle foto deve essere tale che la successiva deve aggiungere o approfondire qualcosa a quella che la precede e nel suo insieme deve raccontare il progetto del fotografo. Si deve percepire nella visione il dipanarsi di un filo conduttore che porta il lettore a capire anche la personalità dell’autore in una sorta di confessionale muto in cui il fotografo mette a nudo se stesso. Ogni foto deve essere la tessera di un puzzle, ognuna diversa dall’altra, ognuna necessaria e indispensabile, ma deficitaria e limitata se presa e letta singolarmente. Un racconto la cui sintassi e narrazione è il biglietto da visita del fotografo.
Quindi ben vengono anche foto di matrimonio, ritratti, opere concettuali e quant’altro ma che abbiano un senso logico e identificante di colui che le ha realizzate.

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