Workshop sulla Fotografia Musicale e Live a UDINEJAZZ

Abbiamo il piacere di Annunciare che quest’anno, in collaborazione con Euritmica e UdineJazz organizzeremo un WS di Fotografia Live.

I fotografi di Emotionlab avranno il piacere di ospitare a questo Workshop l’amico LUCA D’AGOSTINO. Fotografo e Socio Fondatore della PHOCUSAGENCY.

Posti limitati. Per ogni informazione o per le iscrizioni: daniele@emotionlabstudio.com o presso lo studio Emotionlab Fotografi a Udine in Viale della Vittoria 3/B (0432.504259 – 3469640937.

In allegato il programma del Workshop.

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Luoghi e routine

Prendo spunto da una domanda che mi è stata posta da un’amica in occasione di un matrimonio a Villa Gallici Deciani: ma non ti stufi di fare i matrimoni sempre negli stessi luoghi e le foto non sono tutte uguali poi?
Per quanto possa sembrare bizzarra, questa domanda me la sento fare spesso e vorrei provare a dipanare un po’ di dubbi in merito.
Lavorare più volte negli stessi luoghi e per servizi dello stesso tipo induce a pensare ad un lavoro “ripetitivo” e anche standardizzato. Non nego che all’inizio della mia carriera ho avuto questi dubbi pure io, soprattutto analizzando la produzione di alcuni fotografi di matrimoni dell’epoca. Guardando gli album di matrimono dei primi anni 2000 non era insolito vedere una raccolta di ritratti più o meno ambientati: il fotografo faceva dei ritratti alla sposa a casa dei genitori, poi alcune foto (poche) durante la cerimonia, altri ritratti di coppia nel parco, giardino o castello scelto e il taglio della torta come chiusura. Effettivamente questi lavori potevano risultare piuttosto ripetitivi e poco ricercati.
Anche a causa di questo tipo di produzione il fotografo di matrimonio ha risentito un po’ della “nomea” di fotografo di seconda scelta. D’ altronde una volta imparato lo schema era molto semplice produrre un matrimonio in quel modo. Non voglio generalizzare e togliere meriti a tutti i fotografi matrimonialisti dell’epoca, indubbiamente anche allora c’erano fotografi che emergenvano rispetto ad altri e non tutti i lavori erano fatti con lo stampino, ce n’era anche di ricercati ed interpretativi; quello che ho voluto descrivere è lo “stereotipo” del fotografo di matrimonio dagli anni ’80 a metà del decennio scorso (2001-2010).
Oggi è tutto molto diverso, il modo di interpretare il matrimonio che ho scelto e che condivido con gli altri fotografi dello studio, si basa sul racconto della giornata. Non più una serie di ritratti ma una sequenza di scene di vita, cose realmente successe durante la giornata senza la “regia” del fotografo. Naturalmente anche in questo modo capita di produrre dei ritratti ma non sono più la parte centrale e predominante, anzi, sono la parte minore nell’album. Oggi un album di matrimonio Emotionlab, è il racconto di una giornata. I preparativi, le emozioni, i dettagli, i gesti, le lacrime e i sorrisi del giorno più bello di una coppia. All’interno della cornice creata dalla location e dagli allestimenti, gli sposi e i loro invitati si muovono liberamente e “vivono” la loro giornata in assoluta spontaneità. Ogni momento può succedere qualcosa che va immortalato, ogni dettaglio può dar vita alla scintilla creativa e farne emergere delle immagini cariche di pathos e non solo di tecnica. Visto in questo modo non è possibile che sopraggiunga la noia, non è possibile che i servizi siano ripetitivi, ogni persona è diversa e fa cose diverse, espressioni diverse, gesti diversi. Questa è la mia medicina per trovare continui stimoli e soddisfazioni in questo lavoro: avvicinarmi ad ogni matrimonio con l’emozione della prima volta e con l’esperienza e il desiderio di non perdere nessun dettaglio come se fosse l’ultima… ecco da dove nasce l’unicità e l’esclusività degli album Emotionlab.

Sara Peronio – Fotografo

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LA PIU’ BELLA DEL REAME

In questi giorni passeggiavo per il centro con mia figlia di 5 anni… pare quasi impossibile ma le bambine hanno nel loro inprinting la passione per gli abiti da sposa. Il sogno di essere una principessa, magari per un solo giorno, è vivo in loro fin da piccole. Allora davanti ad esclamazioni del tipo: – oh papi… ma questi vestiti sono bellissimi – mi sono chiesto quale sia il momento in cui, ad una donna, è concesso di essere la più bella del reame. Ebbene è proprio il giorno del matrimonio.
Quel giorno entrano in gioco molti fattori, dall’emotività propria a quella della mamma, e si rischia di perdere il “bello” della giornata. Quando tutto sembra stressante e complicato ecco che entra in casa il fotografo. In quel momento nessuno è in grado di far sentire le spose delle vere principesse quanto il fotografo. L’unico autorizzato a violare l’intimità della preparazione della sposa. Le spose, molto emozionate, cercano in questa figura sguardi di approvazione per il trucco, la pettinatura, le scarpe, l’abito e i dettagli in generale. Quando poi il fotografo scatta le prime foto e gliele mostra, dal piccolo schermo della fotocamera, la sposa si vede in tutto il suo splendore e finalmente si rilassa e dissolve tutti i suoi dubbi. Ebbene sì, il fotografo è proprio una figura rassicuarante quel giorno.

Ma chi è il fotografo di matrimonio? Qualcuno sostiene che scegliere il fotografo sia altrettanto difficile quanto scegliere il futuro marito. Il lavoro del fotografo è ciò che durerà di più, oltre al coniuge, del giorno del vostro matrimonio. Il fotografo deve calzarvi a pennello, deve essere in grado di interpretare al meglio il vostro modo di essere e i vostri gusti. A questo proposito vi consiglio di spendere un po’ di tempo in questa ricerca e trovare quello che più soddisfa le vostre esigenze. Fategli tante domande, fatevi mostrare dei lavori completi e non le selezioni dei migliori scatti tratti da vari matrimoni. Parlate con lui (o lei) ed entrate in sintonia, molto spesso tra sposa e fotografo si instaura un rapporto di complicità ed è proprio questo rapporto che fa “venir fuori” le spose in tutto il loro splendore!
Per il resto affidatevi al vostro gusto e buon senso, tenete solo a mente che non solo i diamanti durano per sempre ma anche le foto del vostro matrimonio!

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Cosa significa fare il fotografo nel 2012?

Una delle professioni più ambite in questi è anni è quella del fotografo. Quando le cose sono così tanto ambite è possibile che ci sia anche un po’ di confusione su quello che realmente è e fa un fotografo. Confesso che anche a me, quando da ragazzino ho iniziato a mettere le dita su una macchina fotografica è sembrato che questa fosse una professione bellissima e con un solo lato della medaglia, salvo poi scoprire che non c’è solo il bello di scattare le fotografie all’aria aperta in una bella giornata di sole ma c’è molto lavoro dietro. Naturalmente i tempi sono cambiati e in quel tempo il rovescio della medaglia erano le tante ore passate in camera oscura, prima per imparare a stampare poi per stampare realmente. Oggi questo lavoro viene avvolto da un aura di fascino quasi magico ma all’epoca era vissuto come un dovere, non solo un piacere, poichè non c’era solo il tempo per stamapre le foto che piacevano e poterci lavorare con calma fino a “tirar fuori” quello che si aveva in mente. La maggior parte del tempo lo si passava a stampare le foto che “servivano” e quindi, nulla di artistico o magico ma velocità e qualità subito! Riportato ai giorni nostri oserei dire che il fascino di fare il fotografo deriva dal fatto che quando lo si vede è perchè sta facendo delle foto in contesti che sembrano divertenti, appaganti. Quello che non si vede sono le ore che il fotografo sta chiuso in studio davanti ad un monitor a fare ciò che un tempo faceva in camera oscura. Mi è capitato di parlare con alcuni ragazzi che per stage o corsi sono stati un po’ di tempo in studio con me e quando gli chiedevo se gli piacesse bilanciare il bianco, tarare i colori o sistemare i livelli molto spesso mi sono sentito rispondere di no, che non è la cosa che gli piace… eppure questo è il lavoro che facciamo per la stra-grande maggiornaza del tempo. Tant’è che a volte mi sono anche chiesto: perchè i fotografi non esitano a spendere migliaia di euro per corpi macchine e obbiettivi e quando c’è da comprare un computer o un software fanno tante storie? In fondo usano più il computer che la macchina fotografica… ma questo aprirebbe ad altri discorsi che mi farebbero divagare. Quello che in questo articolo vorrei indicare a tutti gli aspiranti fotografi è che è bene studiare la propria macchina fotografica e imparare a scattare le foto, a questo proposito consiglio di studiare molto i libri dei fotografi che hanno fatto e stanno facendo la storia della fotografia, ma non dimenticate che per essere un fotografo professionista, siete costretti a consegnare delle immagini curate sotto tutti gli aspetti, anche quelli di taratura e calibrazione, quindi fatevi piacere il computer, fatelo diventare un vostro amico e alleato così potrete fare grandi cose.

Glauco Comoretto – Fotografo

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Palazzo Morpurgo aperto ai Matrimoni


L’amministrazione comunale di Udine ha deciso di seguire l’esempio di alcune grandi città come Verona, Torino ecc ecc aprendo gli immobili storici della città alle coppie di sposi. Da oggi anche a Udine è possibile sposarsi in una cornice storica e all’aperto, purchè sia di martedì, giovedì e sabato mattina. La cornice di Palazzo Valvason-Morpurgo è ora disponibile per celebrare i matrimoni civili.
Le statistiche stanno indicando che sono sempre più le coppie friulane che decidono di celelbrare le nozze civili ma è altresì vero che molte di queste coppie non vogliono rinunciare ad una cornice adeguata all’evento. Fino a oggi, i luoghi a disposizione per i matrimoni erano:
Sala Matrimoni presso la Sede comunale di via Beato Odorico da Pordenone 1
Salone del Popolo di Palazzo d’Aronco
Sala Matrimoni con entrata dalla Loggia del Lionello di Piazza Libertà
Salone del Parlamento – Castello di Udine.

Da oggi si aggiunge a queste anche la corte di Palazzo Morpurgo per chi vuole celebrare il matrimonio all’aperto in una cornice storica e in pieno centro.
Questa notizia mi rende molto orgoglioso della mia città, trovo che gli spazi comunali, soprattutti in contesti storico/artistici, vadano vissuti da tutti e questa notizia va proprio in questa direzione. Inoltre è possibile che tante coppie decidano di sposarsi in città piuttosto che in altri luoghi portando una nuova linfa al turismo.
Ora non rimane che attendere le prime coppie che decideranno si scegliere questa location…

Glauco Comoretto – Fotografo

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Parliamo di economia del settore?

Crisi
L’economia è una creatura volubile. Un giorno vola in alto il giorno dopo si tuffa negli abissi inesplorati…

Come districarsi in questo complicato groviglio? Gli equilibri del mercato della fotografia si sono completamente rovesciati e quello che fino a poco tempo fa non dava alcuna preoccupazione ora comincia a impensierire anche le aziende più affermate e sul mercato da molto tempo. Cosa sta capitando?
Non credo si tratti della sola azione della crisi internazionale ma di una concomitanza di fattori che hanno destabilizzato il mercato. I fattori più evidenti che si affiancano alla crisi sono la nascita di nuove realtà nel panorama della nostra città e della nostra regione olte ad una mutazione della domanda; giovani fotografi con grinta e compentenze nuove, cercano di accaparrarsi fette di mercato senza che ci sia un reale ricambio, poichè gli studi che chiudono sono meno di quelli che aprono. I clienti hanno appreso le nuove tecnologie prima degli addetti ai lavori i quali faticano a cambiare mentalità.
In un periodo di “crisi” cambiano molte cose e molti valori in campo ma è proprio in questo periodo che la creatività fa la differenza. Come disse Albert Einstein, la crisi è una benedizione poichè proprio la crisi alimenta ggla creatività e fa sviluppare nuovi mercati. Uno degli atteggiamenti più frequenti e altrettanto controproducenti è quello di tentare l’intrufolarsi nei mercati altrui in modo poco elegante. Nulla da dire riguardo la libera concorrenza ma quando si gioca le proprie carte in modo poco etico, ecco che il comportamento può portare a rompere ulteriormente i delicati equilibri e i taciti accordi di non belligeranza tra colleghi. Un altro metodo diffuso, e di cui si è parlato molto, è quello di abbassare i prezzi. Nulla di più sbagliato; innanzitutto non è corretto nei confronti dei clienti che precedentemente hanno pagato un prezzo più alto per il nostro servizio, poi è evidente che abbassando i prezzi si abbassano anche le proprie entrate, quindi non si risolve il problema della “crisi” anzi, si presenta un nuovo problema, quello della qualità! Con i prezzi abbassati non è possibile mantenere la stessa qualità di prima. Infine, si cerca di aprire nuovi mercati con un marketing agressivo, trascurando che siamo in una piccola città e che a differenza di grandi realtà, è più facile fare del male alla categoria (formata da poche realtà) piuttosto che attirare a noi clienti e mercati nuovi.
Concludendo, io non sono un esperto di economia e quindi non ho la soluzione a questi problemi ma sono fermamente convinto che nei periodi di crisi sia indispensabile aumentare gli sforzi nella promozione e nel miglioramento personale. Frequentare corsi, studiare, leggere molto aiuta a migliorarsi e ad aumentare la creatività. Da ogni workshop si torna più carichi e con più voglia di fare, si allacciano relazioni nuove e i contatti portano in vario modo una crescita personale che si traduce in idee nuove per nuove strade e strategie di mercato nella correttezza e nel rispetto dei clienti e dei colleghi.

Daniele Borghello – Fotografo

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